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2007-11-06

Sogno della vita dopo la morte

Ho fatto un sogno straordinario, ieri notte, molto “reale” e pieno di dettagli che però ora non ricordo. Ma vi racconto il succo.
In pratica, secondo questo sogno, dopo la morte esistono tre spazi d’esistenza. Tutti mi si sono presentati come spazio vuoto, non c’erano nuvole o che so.
Il primo spazio è quello in cui si entra subito dopo la morte e dura un tempo che, rapportato alle misure terrestri, è di quattro giorni. In questo caso la persona ha ancora una percezione corporea di se stesso (addirittura con i vestiti!) e può interagire con la realtà (che vede come in uno schermo). Ma man mano che passa il tempo, perde possibilità d’intervento ed energia “terrestre”. È ancora mentalmente legata al mondo umano, infatti, quando passa al secondo spazio, si rammarica dell’abbandono di uno spazio che gli permetteva interazione, specie con i propri cari.
Nel secondo spazio il corpo diventa etereo. È grigio, diafano. Ha ancora meno energia di prima. La persona ha sempre coscienza di sé, ma ora non ha riferimenti a nessun vissuto. Non ricorda, non agisce. Sembra si attivi un processo di trasformazione.Anche questo spazio dura quattro giorni.
Lo spazio successivo è l’ultimo, almeno nel mio sogno, anche il più difficile da descrivere. In sostanza la persona diventa un punto di luce, pura coscienza di sé infinitamente concentrata su di sé (o forse per sgombrare l’equivoco che in quello stato ci si senta ancora il “Tizio Caio” che si è stato, si potrebbe dire: pura coscienza di essere. È uno stato che mi sembrava di meditazione perfetta). Un punto di luce dell’essere, immoto, che galleggia eternamente.
Non so spiegare questo sogno e sarebbe interessante scoprire analogie con le visioni religiose dell’oltretomba (magari dovrei leggere il Libro Tibetano dei Morti), ma se la concezione dello spazio1 e dello spazio2 é abbastanza riscontrabile, la concezione dello spazio3 mi colpisce. Non l’avevo mai sentita, una cosa del genere. Ora, non saprei se è lo stato definitivo o annuncia una reincarnazione dell’essere. Nel mio sogno tutto finisce lì. Incredibile! Di solito non faccio sogni “metafisici”, ma molto legati al “reale”. Bah! Ma se l’oltretomba è così, mi sta bene. Nessun giudizio, nessuna punizione, nessun dolore. Nessun intervento di entità altre. Un ritorno all’essere puro e semplice.

4 commenti:

Luca ha detto...

Sarà stata mica la peperonata della sera precedente? ;D scherzo giugi...

Luigi Viscido ha detto...

No,la peperonata mi avrebbe fatto visitare l'inferno...a scontare in eterno la pena di non poter godere di un alka seltzer! :)

Marco ha detto...

vedi a cosa porta il vizio di fumare? e non voglio sapere cosa c'è in mezzo alle cartine!!! :D

ex abitante del presepe ha detto...

ti consiglierei un altro libro...la cabala!e siccome mi sa che ti stiamo perdendo ricordati di darmi i numeri!

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