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2008-09-25

Modigliani e le donnine nude di notte in tv

Capita (seh, capita, mi sembra di sentire la vostra ironia) di transitare col telecomando di notte su Tele A, dove donnine in abiti succinti su divani rossi intrattengono anonimi signori eccitati (mamma mia, scrivo come un verbale di polizia degli anni ’50). Per quanto formalmente non del tutto nude – chissà, forse per ottemperare ad obblighi di legge – tali donnine sveglie per gentiluomini insonni praticano e simulano ogni genere di posa erotica a volte sfidando i limiti dell’anatomia umana – e ciò senza che il microscopico slip deragli dal suo binario, stupefacente.
Chiaramente non mettono in scena un erotismo femminile, si muovono davanti ad uno specchio maschile, sono come gli uomini guardano le donne. In più, è un erotismo “a favore di camera”, che ha le sue leggi.

Tuttavia capita a volte che le telefoniste si riposino da contorsioni che dovrebbero eccitare ma più che altro fanno temere per le loro giunture, e così si adagiano rilassate e immobili sul divano rosso. Allora il miracolo avviene, la scena si trasmuta, il televisore incornicia un nudo di Amedeo Modigliani: non c’è più carne ma incarnato, e il divano rosso è una custodia di velluto in cui alloggia una perla. Per pochi minuti ogni cosa smette di essere volgare, persino certe calze a rete con cui al massimo ci si può appendere il melone zuccherino a maturare fuori del balcone.
Certo manca loro l’anima dei quadri di Modigliani, quella sospensione del tempo, il languore, la grazia, come pure i seni, i nasi non hanno più nulla delle popolane che il Maestro dipingeva nella Parigi di inizio 900, tutto è stato sacrificato sull’altare della bellezza seriale e dei canoni porno.

Ognuna di queste donne telefoniste l’amore lo vende, lo simula, lo descrive, e puoi persino immaginarla mentre lo fa (sennò non avrebbero tanto successo, programmi simili). Ma non riesci ad immaginarla dopo l’amore, magari nel sonno sfatto e abbandonato che porta, e non riesci ad immaginare te attento a lasciarla riposare, non perché eviti di accorgersi che stai alzando i tacchi, quanto perché ti va di restare a guardarla mentre dorme, ad assaporare il retrogusto che a volte può avere l’amore.

5 commenti:

maga ha detto...

bellissimo,post,Luigi,in un contesto particolare hai inserito un Maestro particolare,il grande Modigliani....mi è piaciuto molto....

Luigi Viscido ha detto...

Grazie, maga! :) Ho visitato il tuo blog, è molto interessante, tra l'altro sei molto brava nel ricamo (e con la penna, ovviamente). Suggerisco a tutti una visita: http://www.bedo.it/magaconlarosa/

sempliceidea ha detto...

Perbacco quanto è simpatico il tuo sito,tornerò a leggere, Io ho iniziato da poco, pochissimo...ma vado in giro a curiosare e quando trovo qualcosa di gradevole, lascio un saluto al volo: BUONDITUTTO!

Luigi Viscido ha detto...

Grazie Sempliceidea! :)
Ho restituito la visita e i complimenti... ;)

Maurizio Spagna ha detto...

DEFORMI
…artisti, diversi nella sofferenza…
La mia arte è rinchiusa in sontuose cicatrici
La pazzia è il mio cadavere di bambino
Ed il mondo...
È un cimelio desolato per me-
Ho sconfitto i colori confondendoli
Con una spruzzata di stupendo ed ostile dormiveglia-
Il sigaro è un pennello
La china è appetito
I sogni impeccabili dentro gli occhi da vegliardo-
Ho sconfitto i colori impressionandoli
Con la rondine imponente su di un mare di pazzi
E con l’abbattimento della ragione
Deformati specchi masticati…
Specchi del mio corpo.

DEFORM
... Artists, different in pain ...
My art is locked away in sumptuous scars
Madness is the dead body of my child
And the world ...
It is a relic sorry for me-
I defeated the colors confuse
With a splash of beautiful and hostile-doze
The cigar is a brush
The machine is hungry
Dreams impeccable in the eyes of old man-
I defeated the colors affecting him
With the massive swallow up a sea of madmen
And with the destruction of reason
Deformed mirrors chewed ...
Mirrors of my body.


©2010 Maurizio Spagna
e il giro del mondo poetico-
www.ilrotoversi.com
info@ilrotoversi.com
L’ideatore creativo,
paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

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